Dentro l'opera: Mario Schifano

L'articolo delinea il profilo di Mario Schifano, esponente di spicco della Pop Art italiana. Attraverso una pittura che trasforma la tela in uno schermo, Schifano anticipa l'estetica contemporanea.

19 aprile 2026 · Margherita Massimi

Dentro l'opera: Mario Schifano

“Quando inizio a dipingerlo, so già come sarà finito. Non riesce a sorprendermi, d’altronde l’ho sempre conosciuto”.

Nato in Libia nel 1934 Mario Schifano è considerabile una delle figure più significative della Pop Art italiana. Nella sua arte prende costantemente ispirazione dalla città, da quello che conosce e che non lo può più sorprendere. La visione che ci vuole proporre non è mai diretta o chiara, ma sempre mediata da un agente esterno. Le sue opere sono attestazione del filtro con cui si guarda il mondo.

L’ossessione sistematica per i nuovi strumenti di registrazione tecnologica si manifesta sulla tela, che viene trasformata, già nelle serie degli anni Sessanta, in uno schermo. Angoli smussati e cornici scure inquadrano una realtà selezionata, ingrandita, a tratti distopica. Lo stesso colore utilizzato possiede necessariamente una sua corposità e presenza: viene realizzata spesso una colatura a vista, che ribadisce l’assolutezza del mezzo rappresentativo.

Anche per questo motivo, la sua ricerca non poteva che condurlo alla regia, passando prima per la fotografia, estensione naturale della sua ricerca visiva, poiché irreale non esiste se non visto costantemente attraverso una lente punto punto ci sorprende quanto questa visione quasi “profetica “di Schifano sia ancora estremamente attuale. L’estetica di oggi, da lui preannunciata con largo anticipo, è il riflesso della nostra necessità di inquadramento. Indiscusso genio contemporaneo, Mario Schifano è riuscito a fondere il concetto tecnologico, così aleatorio e multiforme, all’estremo presenza della pittura, dando corpo al flusso effimero delle immagini.

Per comprendere a fondo questo suo principio di rarefazione dell’immagine che diventa matericamente digitale, l’invito è quello di immergersi nell’arte di Mario Schifano fino al 12 luglio 2026, presso Palazzo delle Esposizioni di Roma.