La generazione «Under 25»: tra esercizio di stile e fame di realtà
Accento edizioni mappa il reale dei nuovi esordienti tra disturbi alimentari, misticismo anatomico e derive distopiche. Se la padronanza stilistica dei nove autori è sorprendente , le loro storie si muovono come istantanee folgoranti su un presente fragile. Un’antologia necessaria per capire chi, oggi, tenta faticosamente di dare un nome al proprio vuoto generazionale.
6 maggio 2026 · Leonardo Alloro
C’era una volta Pier Vittorio Tondelli che, negli anni ’80, apriva le finestre sulle stanze dei giovani italiani per capire cosa avessero da dire. Oggi, quella stessa urgenza di ascolto anima la casa editrice Accento edizioni, che con l’antologia Under 25. Oltre lo sguardo trasforma quello che era nato come un esperimento — Quasi di nascosto (novembre 2022)— in un appuntamento periodico e necessario. Nove autori per dodici racconti: non una passerella di esordienti, ma un laboratorio dove si tenta, con intervallata fortuna, di «interpretare il reale». La prima sorpresa che si riscontro nel libro è stilistica: contrariamente ai pregiudizi di chi vorrebbe la Gen Z intrappolata tra abbreviazioni e torpiloqui, questi racconti brillano per un’attenzione formale notevole. C’è una padronanza della lingua che stupisce, poiché si passa dal realismo sporco delle ubriacature e dei litigi in piazza in Ciao Seba di Marco Caddia , fino alla prosa vitrea e allucinata di Alice Dalle Grave in Asciutto!, dove un ragazzo emerge dalle acque portando con sé il mistero di una pelle che non si bagna mai.
Tuttavia, proprio questa perizia tecnica mette in luce un paradosso. Se la “penna” è solida, la tenuta narrativa soffre talvolta di una certa fragilità strutturale. Molte trame appaiono come “istantanee folgoranti”, ma isolate: frammenti di un mosaico che fatica a farsi affresco universale. I temi scelti dai curatori Matteo B. Bianchi ed Eleonora Daniel riflettono i “fantasmi” di chi oggi ha più o meno venticinque anni: disturbi alimentari che diventano un perverso gioco di potere in Il tuo ordine sta arrivando di Paola Boccarossa , o la precarietà dello stagista che in Il portiere di Leonardo Brotto si fa archetipo sociale — un “portiere”, appunto, che apre porte altrui mentre la propria vita resta in attesa. L’influenza dei media digitali si avverte non tanto nel lessico, quanto nella struttura del pensiero: una narrazione che procede spesso per accumulo di percezioni, specchiando il rischio di un appiattimento sensoriale. Eppure, questi autori provano a combattere tale deriva scivolando verso il gotico o il distopico — come per esempio nella riflessione sul vuoto generazionale di C.P.G. — per svelare le crepe del nostro quotidiano.
Under 25. Oltre lo sguardo non cerca dei vincitori per un concorso, ma piuttosto voci biosgnose di spazio. Se ad alcuni racconti manca ancora quella profondità di trama che trasforma una storia in un libro ben scritto, non manca la capacità di restare “oltre lo sguardo”. Accento ha il merito di aver stanato narratori che non si limitano a subire la realtà, ma cercano faticosamente di darle un nome, fosse anche solo quello di un dolore appena accennato.

