Renate Reinsve: il volto del cinema europeo

Dalla consacrazione a Cannes alla candidatura agli Oscar, l'attrice norvegese si conferma il faro del nuovo cinema europeo. Un percorso unico che rifiuta i sentieri battuti di Hollywood per esplorare i nuovi linguaggi della narrazione digitale e del cinema di genere.

1 giugno 2026 · Edoardo Gallo

L'attrice all'interno di una scena del film «Backrooms».

Negli ultimi anni si è stagliata una figura fra tutte che, con pochi ma importanti film, ha impresso nel pubblico la sua presenza come sinonimo di qualità intrinseca dell’opera.

Renate attraversa in gioventù una fase travagliata tra l’espulsione dal liceo e la ricerca del proprio posto nel mondo. Una volta intrapresa la carriera attoriale, la gavetta è intensa e porta quasi alla rinuncia di quel percorso.

Sarà il 2021 l’anno della svolta, partecipando per la seconda volta ad un film di Joachim Trier, con il  ruolo da protagonista in La persona peggiore del mondo. Il plauso di critica e pubblico e la vittoria per la migliore interpretazione femminile al festival di Cannes, fanno di lei l’attrice più richiesta del momento. Le possibilità sono infinite a questo punto e la Reinsve decide di dedicarsi a vari progetti che vedranno la luce solamente 3 anni dopo. Tra il 2024 e il 2025 uscirà in sala con 4 film, ognuno presente in concorso nelle più importanti mostre cinematografiche internazionali. Dalla prima opera per una produzione statunitense, A Different Man, fino all’acclamato Sentimental Value in cui torna a collaborare con il regista Trier.

Quest’ultimo lavoro le darà la sua prima, e si prevede non unica, candidatura al premio Oscar come migliore attrice. Il confine è stato valicato, il suo nome riecheggia nel pubblico americano e sembrano aperte le porte delle grandi produzioni hollywoodiane. E in questo momento che la scelta si fa importante, nel delineare la propria carriera e il proprio futuro in un mondo che raramente perdona e molto spesso dimentica in fretta. Renate Reinsve fa le cose a modo suo e partecipa al film Fjord di Cristian Mungiu, un regista dalle immagini forti e tematiche divisive. La pellicola porta a casa la Palma d’oro e il pubblico italiano dovrà aspettare ancora qualche mese prima di poter vedere Renate, il volto del nuovo cinema europeo. Può tuttavia consolarsi con l’ingresso dell’attrice nel mondo horror: Backrooms.

In uscita a fine Maggio e da mesi sulla bocca tutti gli appassionati del genere, ma soprattutto del mondo di internet. L’opera è infatti basata su una nota creepypasta che, negli ultimi anni, si è erta a pietra miliare di 4chan e  Reddit. Un racconto dell’orrore di origine internettiana, che ha incuriosito e ispirato milioni di utenti,e che ha portato nel 2022 alla creazione su YouTube di una serie di cortometraggi da milioni di visualizzazioni. Dietro questo progetto c’è Kane Parsons, un ragazzo di appena vent’anni a cui è stata affidata anche la regia della trasposizione cinematografica. Renate Reinsve, dall’alto dei suoi premi e candidature e del prestigio ottenuto, decide di mettersi in gioco in qualcosa di nuovo e rischioso. La voglia di approcciare un linguaggio ed una visione giovanile, quella del web, dando l’apporto della propria arte in un progetto che naviga verso nuovi orizzonti.